ISSN 2283-7558

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luglio2013

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L'EDITORIALE

DALLA CARTA AL WEB

È un radicale ed epocale cambiamento quello in corso, dalla carta al web. Cambiare fa bene: impone di verificare convinzioni e orientamenti, obbliga a rivedere obiettivi e strategie, stimola al rinnovo nel modo di comunicare ed esporre, è l'occasione per allargare la squadra. La quantità di lavoro che la redazione sta svolgendo per attrezzarsi a questo cambiamento è immaginabile. Cambia semplicemente ... tutto!
È un cambiamento che arriva durante una crisi che nel nostro settore non ha pari negli ultimi secoli. In questo panorama desolante e drammatico emergono come unica via percorribile alcune delle convinzioni che ci hanno condotto da più di trent'anni nella professione, nella didattica e nella ricerca: basta al consumo di paesaggi, suoli e terreni, basta alla distruzione di monumenti in nome del progetto del nuovo. In Italia, a differenza che in Russia o in Australia, l'architettura è prevalentemente restauro, riuso, riconversione ... conservazione. Sono due culture e due mestieri diversi che necessitano di preparazione attenta e specialistica senza la quale si combinano guai. Nel restauro, nell’intervento sull’esistente in generale, non ci si può improvvisare ma per produrre qualità è necessario avere cultura, metodo e tecniche, temi che per l'appunto costituiscono l'ossatura portante e l'anima di rec. Tra questi grandi cambiamenti una cosa resta immutata e anima tutti noi da oltre vent'anni: è la passione con la quale affrontiamo i problemi del restauro e del riuso, cercando sempre di essere concreti e pragmatici.



IL RESTAURO TIMIDO

DALL'EVENTO ALL'AVVENTO

Oggi è inevitabile il passaggio dalla priorità del restauro, concepito come evento eccezionale, alla priorità della conservazione come volontà di conoscenza e di cura costante. Quest’ultima è garantita da un’azione di prevenzione attenta e intelligente. Il messaggio principale è proprio l’auspicio a passare dalla cultura dell’evento, caratterizzata da grandi eventi con mostre e ri-restauri, a quella dell’avvento, fondato sulla cura costante e intelligente del patrimonio e sull’attesa non passiva di ciò che ancora non è ma che potrà essere.



FOCUS SOSTEMIBILITA'

RIQUALIFICAZIONE SOSTENIBILE

Uno studio integrato per il borgo storico di Apice Vecchia

L’intervento in zone colpite dal sisma può essere occasione per stimolare nel territorio un processo di rivitalizzazione, valorizzazione e parziale rifunzionalizzazione dei centri abitati minori. L’articolo presenta l’esito di uno studio condotto per l’Amministrazione di Apice per la ricostruzione sostenibile di un contesto particolarmente complesso dal punto di vista ambientale, sociale, economico e storico.



RECUPERO (DEGLI SPAZI) E CONSERVAZIONE (DELLA MEMORIA)

Riuso di un ex edificio industriale come motore di trasformazione per la Darsena di Ravenna

Il recupero delle aree ex industriali è oggi un tema fondamentale in chiave di future sviluppo delle nostre città. L’articolo illustra la proposta di recupero di un ex magazzino nella Darsena di Ravenna, il cosiddetto Sigarone. Il concept progettuale persegue la conservazione della spazialità originale, mantenendo e consolidando lo scheletro esistente del fabbricato e riconvertendo l’area in esso contenuta a spazio pubblico.
Sostenibilità ambientale e fattibilità economica coesistono nella riconversione di un brownfield ad area verde e nella programmazione di un mirato mixed-use funzionale.



VILLA DEI VESCOVI

Conservazione e nuove funzioni

La Villa dei Vescovi a Luvigliano di Torreglia in provincia di Padova fu costruita verso la fine del 15 secolo, ma fu sostanzialmente modificata e terminata verso la fine del 1500 tramite vari contributi progettuali da Gian Maria Falconetto a Giulio Romano, da Andrea della Valle a Vincenzo Scamozzi.
Nel 1962 la Villa fu acquistata dalla famiglia Olcese di Milano che la donò al FAI nel 2005.
Il complesso architettonico non presentava urgenti problematiche di conservazione o gravi carenze strutturali essendosi realizzate, negli ultimi quaranta anni, continue e costanti opere di manutenzione che hanno ridotto al minimo lo sviluppo del degrado e l’amplificarsi del quadro patologico, mantenendo in uso l’edificio. Si è messo pertanto a regime un progetto di intervento che ha preso le mosse dall’indagine preliminare, attuando un procedimento ormai consolidato tramite diagnosi strutturali e chimico- fisiche, rilievi, analisi storico-documentarie, identificazione della stratificazione materico-patologica. Un progetto “morbido” e controllato che ha sempre avuto come obiettivo la conservazione della materia e l’inserimento di funzioni compatibili in modo da rendere l’edificio vitale ed apprezzabile da un elevato bacino di utenza pur conservandone le peculiarità, i segni del tempo e della storia.



IL RESTAURO DI UN’ARCHITETTURA MODERNA

Palazzina per uffici “Ligabue” a Venezia

Questa architettura in stile razionalista ma edificata nel 1952 a ridosso del Ponte della Libertà, fa ormai parte dello skyline veneziano per chi arriva a Venezia da nord.
Nel corso degli anni tale immagine architettonica si è via via alterata sia negli spazi interni che nelle facciate. L'ipotesi di lavoro in tal modo si è configurata duplice: da una parte la problematica collegata al restauro di un edificio moderno (tecniche di recupero del cemento armato, cosa restaurare e cosa no, e perché farlo) dall'altra la volontà di ripristinare, compatibilmente con la disponibilità del committente, l'originaria immagine architettonica. Sull'edificio grava inoltre un vincolo di non modificabilità delle dimensioni e delle forometrie delle facciate.